Epidemiologia

Si stima (non ci sono informazioni precise a riguardo) che circa il 2% della popolazione generale dei Paesi Occidentali è attualmente in trattamento con AVK. Questa percentuale porta il numero degli anticoagulati in Europa e nel nostro Paese a cifre considerevoli: 10 e 1.2 milioni di soggetti, rispettivamente. A questi bisogna poi aggiungere i molti pazienti, che sebbene meritino di essere trattati, non lo sono ancora per svariati motivi. Infine, il numero totale dei pazienti anticoagulati nel nostro Paese è destinato a crescere nei prossimi anni in maniera considerevole a causa dell’invecchiamento della popolazione, che la espone ad un maggiore rischio trombotico.

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LE PRINCIPALI PATOLOGIE DEI PAZIENTI

IN TERAPIA ANTICOAGULANTE ORALE

 

L’embolia polmonare avviene quando una massa di materiale trombotico (embolo), formatasi nel circolo venoso sistemico o nelle sezioni destre del cuore, si sposta, seguendo il flusso sanguigno, nella circolazione arteriosa polmonare e causa un arresto, parziale o totale, del flusso ematico attraverso il vaso o i vasi interessati.

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Il blocco della circolazione del sangue causato dalla formazione di un trombo, cioè di un coagulo di sangue, può avvenire in una vena profonda (trombosi venosa profonda, TVP) o nel polmone (embolia polmonare).

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La fibrillazione atriale è il più frequente disturbo del ritmo cardiaco. Si stima che ne soffrano oltre 6 milioni di persone in Europa e che il numero di nuovi casi nel mondo raggiunga i 5 milioni all’anno e che negli Stati Uniti d’America il numero dei soggetti con fibrillazione atriale raddoppierà nel 2050.

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L’ictus cerebrale (dal termine latino che letteralmente significa ‘colpo’ e corrisponde all’inglese Stroke) è una lesione cerebrale acuta causata dall’interruzione del flusso di sangue per occlusione (ischemia) o rottura (emorragia) di un vaso arterioso cerebrale.

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L’ipertensione polmonare post-embolica è una rara complicazione dell’embolia polmonare è associata ad una severa morbidità e ad elevata mortalità. La reale incidenza di questa patologia nei pazienti con pregressa embolia polmonare è tutt’ora oggetto di discussione per la presenza di dati non concordi.

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Il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumentato riscontro di patologie quali l’ipertensione arteriosa, la malattia cardiovascolare, l’obesità, il diabete hanno portato all’individuazione in molti pazienti da sottoporre a trattamento anticoagulante, di malattia renale cronica silente (MRC).

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(ictus e tromboembolismo venoso)

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La terapia anticoagulante è necessaria per prevenire la formazione di trombi a livello dei lembi valvolari perché’, essendo costituiti da materiale sintetico, possono scatenare una reazione dell’organismo che ha come conseguenza la formazione di coaguli.

La trombosi dei seni cerebrali può interessare uno o più dei seni venosi cerebrali e si manifesta solitamente con intensa cefalea. Sono principalmente interessati il seno sagittale superiore (62% dei casi) e i seni laterali (50% dei casi).

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Il tromboembolismo venoso (TEV) include due condizioni cliniche collegate tra di loro che possono essere sintomatiche all’atto della diagnosi oppure svilupparsi come una manifestazione isolata della malattia: la trombosi venosa profonda (TVP) e l’embolia polmonare (EP).

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E’ una patologia importante. Molte persone presentano i sintomi, che spesso non risultano imputabili alla trombosi venosa profonda. Solo una diagnosi accurata può stabilire la presenza della patologia e le cure più adatte.

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Le trombosi venose splancniche sono una manifestazione poco comune di tromboembolismo venoso in sedi inusuali.

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Fonte: Anticoagulazione.it